Candidarsi ad un annuncio di lavoro

/di Marilù Anaclerio

Siamo sicuri che basti un click?…

 

Sembra un’azione banale e quasi automatica. Leggiamo un annuncio, lo riteniamo interessante e clicchiamo sul link per applicare.

Ma in realtà potremmo fare molto di più. Scopo: far sì che la nostra candidatura innanzitutto venga sicuramente letta e, poi, possa ben evidenziare i nostri elementi distintivi rispetto alla posizione aperta.

Ad oggi sappiamo bene quanto sia complesso proporsi al mercato e quanto sia difficile emergere, dato il grande numero di persone alla ricerca di una collocazione o ri-collocazione professionale. L’ obiettivo primario deve essere, quindi, quello di riuscire a sviluppare in modo efficace una nostra rete di relazioni, dal momento che, in Italia, uno dei primari canali attraverso il quale si viene a conoscenza di opportunità professionali è proprio quello del networking. Ogni azione di proposizione al mercato deve essere, quindi, fatta nell’ottica dell’implementazione della rete di contatti. Anche la risposta ad annunci. Trasformando un’azione meccanica nella costruzione di una relazione diretta con il job poster.

Ma concretamente come rendere la risposta ad un annuncio un’azione efficace di networking? Di seguito un breve vademecum dei passaggi a nostro avviso essenziali:

  • Sicuramente la prima azione da fare (anche se non giocoforza la più efficace) è quella di procedere con l’apply sul link riportato sull’annuncio, compilando eventualmente anche il form che di solito si ha a disposizione. Far questo garantirà il rispetto dell’iter classico di selezione e l’invio “secondo procedura” del nostro CV.

 

  • Subito dopo, laddove sia indicato nell’annuncio il nome del job poster (spesso su Linkedin questo accade), è fondamentale stabilire con esso una relazione diretta, attraverso l’invio di una mail o di un messaggio tramite social network professionale. Questo passaggio si rende necessario, dal momento che non sempre il selezionatore ha modo – o ritiene utile – consultare tutti i CV che arrivano attraverso il sito, soprattutto quando considera soddisfacente il numero di quelli fino a quel momento “screeenizzati”. Il rischio, quindi, è che il nostro Curriculum non venga proprio aperto. Inviarlo per mail garantirà, se non altro, la ricezione certa del documento.

 

Nel caso in cui non sia indicato il nome del job poster, ma solo l’azienda, sarà utile reperire il nominativo dell’HR della società (attraverso Linkedin), per poi procedere con l’invio della mail (non è così difficile risalire ad una mail con qualche ricerca su internet) oppure di un messaggio diretto tramite un social network professionale. Stessa cosa laddove a pubblicare l’annuncio non sia un’azienda, ma una società di selezione intermediaria; anche in questo caso reperiremo da Linkedin il nome di un recruiter di quella realtà e procederemo con l’invio di una mail ad hoc. Quest’ultima dovrà essere indirizzata direttamente al referente con cui ci interessa entrare in contatto e, possibilmente, mai ad un account generico; questo perché l’obiettivo è la costruzione di una rete di contatti e la definizione di una relazione diretta con essi. Inoltre l’invio alla mail diretta ci garantirà maggiore probabilità di essere letti con attenzione ed interesse.

 

  • Redigere con la massima cura il contenuto della mail che invieremo al recruiter, sia aziendale che di una società intermediaria. L’obiettivo deve essere che, seppure il selezionatore sia già arrivato a stabilire una short list o abbia già comunque definito la lista di persone idonee al colloquio, sia talmente attratto dalla nostra proposizione da decidere di inserirla “in corsa” nel processo di

selezione. Perché ciò accada, il consiglio è di inserire nel contenuto della mail (non come allegato, per evitare che non venga aperto e soprattutto per consentire a chi legge di avere subito chiara la linearità della candidatura rispetto alla posizione che sta gestendo) una sintesi del proprio percorso professionale (8/10 righe al massimo! Non dimentichiamo mai che il nostro obiettivo è che la mail venga letta nella sua interezza.), andando a scegliere di inserire quelle informazioni curriculari interessanti per la posizione a cui ci candidiamo. Il recruiter avrà, in questo modo, subito chiaro il nostro valore aggiunto per la ricerca e apprezzerà anche il nostro impegno nel costruire una lettera customizzata ed attenta alle caratteristiche richieste dalla vacancy. La mail non dovrà, quindi, riportare l’elenco completo delle nostre esperienze di lavoro (quello si potrà evincere bene dal cv che andremo ad allegare alla mail o al messaggio linkedin), ma dovrà contenere quelle esperienze professionali compatibili con l’ambito di ruolo richiesto dalla posizione specifica.

 

  • Una volta inviata la mail, è consigliabile dare seguito con una richiesta di contatto Linkedin alla stessa persona a cui si è scritto, in modo da inserirla in maniera stabile nella rete dei contatti e di essere presenti, a nostra volta, nella sua contact list che andrà a consultare ogni volta che dovrà gestire una nuova vacancy. Non preoccupiamoci del fatto che possiamo risultare invasivi con queste azioni di contatto. Di fatto abbiamo solo inviato una mail unita ad una richiesta di contatto Linkedin.

 

  • Nel caso in cui nell’annuncio non sia riportato il nome della società, l’unico modo per proporre la nostra candidatura rimarrà l’apply al link della posizione. Ma, anche in questo caso, possiamo fare la differenza! La risposta ad un annuncio richiede, infatti, di solito la compilazione di un form che contenga, non solo informazioni anagrafiche e la possibilità di allegare il CV, ma anche uno spazio per delle note aggiuntive. Ed è proprio in questo spazio che andremo ad inserire una breve lettera di presentazione che, sulla falsariga di quanto suddetto per la redazione della mail, racchiuda quelle informazioni sulla nostra esperienza professionale rilevanti per la posizione alla quale ci stiamo candidando, oltre al motivo per il quale l’azienda dovrebbe sceglier noi per il ruolo proposto.

 

Attenzione a non candidarci a posizioni troppo lontane dal nostro background o ad inviare alla stessa società il nostro interesse su posizioni diverse tra loro. Il rischio è di dare un’immagine di noi non chiara e di trasmettere poca convinzione rispetto all’effettivo obiettivo professionale. Non dobbiamo mai dimenticare che le aziende cercano specificità, competenza e motivazione. Tutti aspetti che possiamo trasmettere con una proposizione coerente con le nostre skills, motivata rispetto al contesto a cui ci presentiamo ed attenta ai punti di contatto con esso.

Se sapremo rispettare queste indicazioni e ne faremo un metodo ogni volta che ci troveremo a rispondere ad un annuncio, sicuramente riusciremo ad ottenere maggiore considerazione e feedback da parte del mercato, oltre a costruire una rete di relazioni che man mano crescerà, andando così ad aumentare le possibilità di essere presi in considerazione per le opportunità professionali che periodicamente si apriranno.

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elizabethkirk1

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