MERCATO DEL LAVORO: LA SCONFORTANTE DIASPORA DELLE DONNE

gender gap Italia

Una donna su tre lascia il lavoro alla nascita del primo figlio e tale uscita è quasi sempre definitiva. È quanto emerge dal Report dell’Istat sui livelli d’istruzione in Italia. Il tasso di occupazione femminile è basso rispetto a quello maschile (56,1% contro 76,8%): un divario marcato rispetto alla media europea.

Secondo l’Eurostat, inoltre, confrontando il salario lordo, le donne europee guadagnano circa il 16% in meno degli uomini e, guadagnando meno, risultano il soggetto più sacrificabile nella coppia. Lo dimostra anche un’altra percentuale: le donne in posizioni manageriali in Italia sono solo il 27% del totale. Infine, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere, nel 2018 le imprese femminili rappresentano il 21,93% del totale delle attività iscritte al registro delle Camere di commercio.

Nell’attesa di nuovi provvedimenti governativi che vadano oltre l’ipotesi del bonus per le manager, è bene lavorare su tre rilievi fondamentali. Sono asset necessari per chi, donna, decide di continuare a lavorare, sceglie di fare carriera e, magari, anche di crescere i propri figli. Il bilanciamento vita-lavoro, la flessibilità, la condivisione degli obiettivi.[vc_empty_space]

Work-life balance

Quando si pensa al bilanciamento si crede di dover ricercare un equilibrio: si tratta di individuare quel che è necessario, trovare a ogni problema la miglior soluzione, trovare alleanze che rendano possibile quanto appare improbabile.

Ma queste sono soft skills ricercate anche sul lavoro perché aiutano a fare la differenza nei fatti.[vc_empty_space]

Flessibilità

Chiaramente il rapporto tra famiglia e lavoro richiede una continua agilità mentale, fisica, una certa perseveranza nella pazienza, ma soprattutto la flessibilità unita alla resilienza. Lo sconforto sale quando la giornata sembra semplicemente un incastro tra appuntamenti di lavoro, piscina dei bambini, la babysitter che finisce il turno, la nonna che non si sente bene, il capo che chiede un nuovo report… Eppure, abbiamo quotidianamente davanti agli occhi esempi di donne che trasformano la fatica in una turbina, la preoccupazione in creatività e la stanchezza in energia.[vc_empty_space]

Riconoscimento e consapevolezza

Solo partendo dal riconoscimento e dalla consapevolezza, si arriverà finalmente alla percezione diffusa che vale la pena provare a ideare soluzioni per non perdere simili risorse.

«L’Italia e il mondo hanno tratto giovamento da tante donne coraggiose che hanno combattuto, pagando anche di persona, per l’affermazione di diritti oggi acquisiti al patrimonio della nostra civiltà giuridica». Lo ha detto il Premier, Giuseppe Conte, intervenendo recentemente all’evento ‘Rinascimento dalle donne, per tutti’. «È un percorso che speriamo di lasciarci alle spalle: auspichiamo che tali diritti siano finalmente acquisiti; occorre poi darne uno spazio di effettività. Su questo abbiano ancora tanto da fare». E ha aggiunto: «Divario salariale e gender gap sono temi su cui in Italia scontiamo un ritardo notevole e sono molto urgenti. Ci sono già proposte di legge per ridurre questa ingiustificabile disparità di condizioni. Spero che questa possa essere una battaglia condivisa all’unanimità da tutto il Parlamento».[vc_empty_space][vc_btn title=”Desideri maggiori consigli? Registrati gratis e incontra un Career Coach esperto!” color=”green” align=”center” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.intoo.com%2Fit%2Fper-le-persone%2Fcareer-coaching%2F|target:_blank”][/vc_column][/vc_row]

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